Lui Vive - GIOVANI - Francesco

GIOVANI PAPA FRANCESCO NATALE

224#. Molti giovani sono capaci di imparare a gustare il silenzio e l'intimità con Dio.

Sono aumentati anche i gruppi che si riuniscono per adorare il Santissimo Sacramento e per pregare con la Parola di Dio.

Non bisogna sottovalutare i giovani come se fossero incapaci di aprirsi a proposte contemplative. Occorre solo trovare gli stili e le modalità appropriati per aiutarli a introdursi in questa esperienza di così alto valore.

Per quanto riguarda gli ambiti del culto e della preghiera, "in diversi contesti i giovani cattolici chiedono proposte di preghiera e momenti sacramentali capaci di intercettare la loro vita quotidiana in una liturgia fresca, autentica e gioiosa".[118]

E' importante valorizzare i momenti più forti dell'anno liturgico, in particolare la Settimana Santa, la Pentecoste e il Natale.

A loro piacciono molto anche altri incontri di festa, che spezzano la routine e aiutano a sperimentare la gioia della fede.

 

 

Per il testo completo clicca 

 ►   https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20190325_christus-vivit.html

Dal Vangelo di oggi, i due spiccioli della vedova povera. CONFIDARE...

E' bello confidare nel Signore.

Avere qualcuno con cui confidarsi.

  

Papa Francesco (e la Chiesa)  confida nei giovani.

 

 

Ecco alcuni passi della CV.

133. Egli è la sorgente della migliore gioventù. Perché chi confida nel Signore «è come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi» (Ger 17,8). Mentre «i giovani faticano e si stancano» (Is 40,30), coloro che ripongono la loro fiducia nel Signore «riacquistano forza,mettono ali come aquile,corrono senza affannarsi,camminano senza stancarsi» (Is 40,31).

  

210. Per quanto riguarda il primo punto, la ricerca, confido nella capacità dei giovani stessi, che sanno trovare le vie attraenti per invitare. Sanno organizzare festival, competizioni sportive, e sanno anche evangelizzare nelle reti sociali con messaggi, canzoni, video e altri interventi. Dobbiamo soltanto stimolare i giovani e dare loro libertà di azione perché si entusiasmino alla missione negli ambienti giovanili. Il primo annuncio può risvegliare una profonda esperienza di fede durante un “ritiro di impatto”, in una conversazione al bar, in un momento di pausa nella facoltà, o attraverso una delle insondabili vie di Dio. Ma la cosa più importante è che ogni giovane trovi il coraggio di seminare il primo annuncio in quella terra fertile che è il cuore di un altro giovane.

  

Una pastorale giovanile popolare

 230. Oltre al consueto lavoro pastorale che realizzano le parrocchie e i movimenti, secondo determinati schemi, è molto importante dare spazio a una “pastorale giovanile popolare”, che ha un altro stile, altri tempi, un altro ritmo, un’altra metodologia. Consiste in una pastorale più ampia e flessibile che stimoli, nei diversi luoghi in cui si muovono concretamente i giovani, quelle guide naturali e quei carismi che lo Spirito Santo ha già seminato tra loro. Si tratta prima di tutto di non porre tanti ostacoli, norme, controlli e inquadramenti obbligatori a quei giovani credenti che sono leader naturali nei quartieri e nei diversi ambienti. Dobbiamo limitarci ad accompagnarli e stimolarli, confidando un po’ di più nella fantasia dello Spirito Santo che agisce come vuole.

 

246. I giovani stessi ci hanno descritto quali sono le caratteristiche che sperano di trovare in chi li accompagna, e lo hanno espresso molto chiaramente: «Un simile accompagnatore dovrebbe possedere alcune qualità: essere un cristiano fedele impegnato nella Chiesa e nel mondo; essere in continua ricerca della santità; essere un confidente che non giudica; ascoltare attivamente i bisogni dei giovani e dare risposte adeguate; essere pieno d’amore e di consapevolezza di sé; riconoscere i propri limiti ed essere esperto delle gioie e dei dolori della vita spirituale. Una qualità di primaria importanza negli accompagnatori è il riconoscimento della propria umanità, ovvero che sono esseri umani e che quindi sbagliano: non persone perfette, ma peccatori perdonati. A volte gli accompagnatori vengono messi su un piedistallo, e la loro caduta può avere effetti devastanti sulla capacità dei giovani di continuare ad impegnarsi nella Chiesa. Gli accompagnatori non dovrebbero guidare i giovani come se questi fossero seguaci passivi, ma camminare al loro fianco, consentendo loro di essere partecipanti attivi del cammino. Dovrebbero rispettare la libertà che fa parte del processo di discernimento di un giovane, fornendo gli strumenti per compierlo al meglio. Un accompagnatore dovrebbe essere profondamente convinto della capacità di un giovane di prendere parte alla vita della Chiesa. Un accompagnatore dovrebbe coltivare i semi della fede nei giovani, senza aspettarsi di vedere immediatamente i frutti dell’opera dello Spirito Santo. Il ruolo di accompagnatore non è e non può essere riservato solo a sacerdoti e a persone consacrate, ma anche i laici dovrebbero essere messi in condizione di ricoprirlo. Tutti gli accompagnatori dovrebbero ricevere una solida formazione di base e impegnarsi nella formazione permanente».[134]

 

 =►

   .    Per il testo completo clicca qui. https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20190325_christus-vivit.html

 

 

Servire servizio diaconia... Vocazione al servizio

Servire servizio diaconia..  Vocazione al servizio.

§253#. Vorrei ora soffermarmi sulla vocazione intesa nel senso specifico della chiamata al servizio missionario verso gli altri. Siamo chiamati dal Signore a partecipare alla sua opera creatrice, offrendo il nostro contributo al bene comune sulla base delle capacità che abbiamo ricevuto.

 

§254#. Questa vocazione missionaria riguarda il nostro servizio agli altri. Perché la nostra vita sulla terra raggiunge la sua pienezza quando si trasforma in offerta. Ricordo che "la missione al cuore del popolo non è una parte della mia vita, o un ornamento che mi posso togliere, non è un'appendice, o un momento tra i tanti dell'esistenza. È qualcosa che non posso sradicare dal mio essere se non voglio distruggermi. Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo".[139] Di conseguenza, dobbiamo pensare che ogni pastorale è vocazionale, ogni formazione è vocazionale e ogni spiritualità è vocazionale.

 

§255#. La tua vocazione non consiste solo nelle attività che devi fare, anche se si esprime in esse. È qualcosa di più, è un percorso che orienterà molti sforzi e molte azioni verso una direzione di servizio. Per questo, nel discernimento di una vocazione è importante vedere se uno riconosce in se stesso le capacità necessarie per quel servizio specifico alla società.

 

§265#. Al matrimonio bisogna prepararsi, e questo richiede di educare sé stessi, di sviluppare le migliori virtù, specialmente l'amore, la pazienza, la capacità di dialogo e di servizio. Implica anche educare la propria sessualità, in modo che sia sempre meno uno strumento per usare gli altri e sempre più una capacità di donarsi pienamente a una persona in modo esclusivo e generoso.

 

§285#. Quando si tratta di discernere la propria vocazione, è necessario porsi varie domande. Non si deve iniziare chiedendosi dove si potrebbe guadagnare di più, o dove si potrebbe ottenere più fama e prestigio sociale, ma non si dovrebbe nemmeno cominciare chiedendosi quali compiti ci darebbero più piacere. Per non sbagliarsi, occorre cambiare prospettiva e chiedersi: io conosco me stesso, al di là delle apparenze e delle mie sensazioni? So che cosa dà gioia al mio cuore e che cosa lo intristisce? Quali sono i miei punti di forza e i miei punti deboli? Seguono immediatamente altre domande: come posso servire meglio ed essere più utile al mondo e alla Chiesa? Qual è il mio posto su questa terra? Cosa potrei offrire io alla società? Ne seguono altre molto realistiche: ho le capacità necessarie per prestare quel servizio? Oppure, potrei acquisirle e svilupparle?

 

(Altri paragrafi interessanti...011 014 030 036 038 044 099 168 173 174 183 200 213 215 223 225 244 253 254 255 265 285

Giovane triste... Aveva rinunciato alla sua giovinezza.

(Il Vangelo di oggi con papa Francesco)

§018#. Invece, nel Vangelo di Matteo appare un giovane (cfr Mt 19,20.22) che si avvicina a Gesù per chiedere di più (cfr v. 20), con quello spirito aperto tipico dei giovani, alla ricerca di nuovi orizzonti e grandi sfide.

In realtà, il suo spirito non era così giovane, perché si era già aggrappato alle ricchezze e alle comodità.

Con la bocca affermava di volere qualcosa di più, ma quando Gesù gli chiese di essere generoso e di distribuire i suoi beni, si rese conto che non era capace di staccarsi da ciò che possedeva.

Alla fine, "udita questa parola, il giovane se ne andò, triste" (v. 22).

Aveva rinunciato alla sua giovinezza.

 

 

§143#. Giovani, non rinunciate al meglio della vostra giovinezza,

non osservate la vita dal balcone.

Non confondete la felicità con un divano e non passate tutta la vostra vita davanti a uno schermo.

Non riducetevi nemmeno al triste spettacolo di un veicolo abbandonato. Non siate auto parcheggiate, lasciate piuttosto sbocciare i sogni e prendete decisioni.

Rischiate, anche se sbaglierete.

Non sopravvivete con l'anima anestetizzata e non guardate il mondo come se foste turisti. Fatevi sentire! Scacciate le paure che vi paralizzano, per non diventare giovani mummificati.

 

Vivete!

Datevi al meglio della vita!

Aprite le porte della gabbia e volate via!

Per favore, non andate in pensione prima del tempo.

 

 

 

 

              

                   

§079#. La cultura di oggi presenta un modello di persona strettamente associato all'immagine del giovane. Si sente bello chi appare giovane, chi effettua trattamenti per far scomparire le tracce del tempo. I corpi giovani sono utilizzati costantemente nella pubblicità, per vendere. Il modello di bellezza è un modello giovanile, ma stiamo attenti, perché questo non è un elogio rivolto ai giovani. Significa soltanto che gli adulti vogliono rubare la gioventù per sé stessi, non che rispettino, amino i giovani e se ne prendano cura.

 

§§145#. Contrariamente a quanto molti pensano, il Signore non vuole indebolire questa voglia di vivere. Fa bene ricordare ciò che insegnava un sapiente dell'Antico Testamento: "Figlio, per quanto ti è possibile, trattati bene [...]. Non privarti di un giorno felice" (Sir 14,11.14). Il vero Dio, quello che ti ama, ti vuole felice. Ecco perché nella Bibbia troviamo anche questo consiglio rivolto ai giovani: "Godi, o giovane, nella tua giovinezza, e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù. [...] Caccia la malinconia dal tuo cuore" (Qo 11,9‑10). Perché è Dio che "tutto ci dà con abbondanza perché possiamo goderne" (1 Tm 6,17).

 

§293#. La seconda sensibilità o attenzione consiste nel discernere. Si tratta di cogliere il punto giusto in cui si discerne la grazia dalla tentazione. Perché a volte le cose che attraversano la nostra immaginazione sono solo tentazioni che ci allontanano dalla nostra vera strada.

Qui devo domandarmi che cosa mi sta dicendo esattamente quella persona, che cosa mi vuole dire, che cosa desidera che io capisca di ciò che le sta succedendo.

Sono domande che aiutano a capire come si agganciano fra loro gli argomenti che muovono l'altro e a sentire il peso e il ritmo dei suoi affetti influenzati da questa logica. Questo ascolto è volto a discernere le parole salvifiche dello Spirito buono, che ci propone la verità del Signore, ma anche le trappole dello spirito cattivo, i suoi inganni e le sue seduzioni.

 

§299#. Cari giovani, sarò felice nel vedervi correre più velocemente di chi è lento e timoroso. Correte "attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente. Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. Ne abbiamo bisogno! E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci".[164]

Oggi (29.08) fà l'elettrocardiogramma del TUO cuore

Oggi  (29.08) fà l'elettrocardiogramma del TUO cuore

aiutato da Francesco

 §012. Racconta una parabola di Gesù (cfr Lc 15,11‑32)

che il figlio "più giovane" volle andarsene dalla casa paterna

verso un paese

lontano

(cfr vv. 12‑13).

 

Ma i suoi sogni di autonomia

si trasformarono in libertinaggio e dissolutezza

(cfr v. 13)

e sperimentò la durezza della solitudine e della povertà (cfr vv. 14‑16).

 

Tuttavia, fu capace di ripensarci per ricominciare cfr vv. 17‑19)

 e decise

di alzarsi (cfr v. 20).

 

 È tipico del cuore giovane

essere disponibile al cambiamento,

essere in grado di rialzarsi e lasciarsi istruire

dalla vita.

 

Come non accompagnare il figlio in questa nuova impresa?

Il fratello maggiore, però,

aveva già un cuore

vecchio

 

 e si lasciò possedere

dall'avidità, dall'egoismo e dall'invidia (cfr vv. 28‑30).

 

 Gesù

 elogia il giovane

 peccatore

che riprende la buona strada più di colui che

crede

di essere fedele

ma non vive lo spirito dell'amore e della misericordia.

 

 

 

 

§102. Nel pieno di questa tragedia che, giustamente, ci ferisce l'anima,

"il Signore Gesù, che mai abbandona la sua Chiesa,

le offre la forza e gli strumenti per

 un nuovo cammino".[58]

 

Così, questo momento oscuro,

"con il prezioso aiuto dei giovani,

può essere davvero un'opportunità per una

riforma di portata epocale",[59]

 

per aprirsi a una

nuova Pentecoste

 

e iniziare una fase di purificazione e di cambiamento

 

che conferisca

alla Chiesa

una rinnovata giovinezza.

 

Ma i giovani potranno aiutare molto di più

 se di cuore si sentono

parte del "santo e paziente Popolo fedele di Dio,

sostenuto e vivificato dallo Spirito Santo",

 perché "sarà proprio

questo

 santo Popolo di Dio

 a liberarci dalla piaga del

clericalismo,

che è il terreno fertile per tutti questi abomini".[60]

 

 

 

§210. Per quanto riguarda il primo punto,

la ricerca,

 confido nella capacità dei giovani stessi,

che sanno trovare

le vie attraenti

per invitare.

 

Sanno

organizzare festival,

competizioni sportive,

 

 e sanno anche evangelizzare nelle reti sociali

con messaggi,

canzoni,

video

e altri interventi.

 

Dobbiamo soltanto

stimolare i giovani

 e dare loro libertà di azione

 

 perché si entusiasmino

alla missione negli ambienti giovanili.

 

Il primo annuncio può risvegliare una profonda

esperienza di fede

 

durante un "ritiro di impatto",

 in una conversazione al bar,

in un momento di pausa nella facoltà,

 o attraverso una delle insondabili vie di Dio.

 

Ma la cosa più importante è che ogni giovane trovi

il coraggio

di seminare il primo annuncio

 in quella terra fertile che è

il cuore di

un

altro giovane.